Sempre più lenta
la neve scende stanca
di innocenza
E tra le braccia
ti avevo in sogno
lieve bambina
Da un aldilà
d'inutili parole,
gesto d'amore
Sorpreso ama
l'abbraccio della pioggia
l'albero solo
Mi osservano
gli occhi di Franz Kafka
oltre il tempo
La zampa zoppa
di lontano avanza
un cane ombra
Vorrei finisse
l'inverno lasciandoci
squarci di sogni
Non essere mai
amati, distinti e
invisibili
D'antichi fiori
ricamato corteo
fai primavera
Punti di vista
scopri e cambi, gatto
contorsionista
Innamorati
origami di neve
cigni reali
Pigola lieve
il passero pungendo
l'aria silente
E poi, d'un tratto
la sedia a dondolo
oscilla, vuota
L'antonomasia
che ti dice vorrei, o
allegra cincia!
Abbandonato
il corredino, nonna -
Morbida neve
Cirri splendenti
traversano il vuoto-
e penso a te
Sasso nel fiume.
Nella propria famiglia
scoprirsi soli
Uno sgricciolo
che ostinatamente
vince l'inverno
Alberi, arpe
vertiginosamente
suoni di vento
Non sa? E' morta.
Un rivolo di luce
sotto la porta
Crudo di vento
il cielo dell'inverno
diventa fiore
Sopravvissuta
all'inverno l'ultima
foglia, palpita
Bùscia di neve
il calice del cielo:
cincin, inverno!